venerdì 4 aprile 2025

La libertà, la democrazia, l’amore e la rappresentanza, la società e perfino la storia, tutto questo enorme e composito fardello di idee non sono mai entrate dentro di me in modo naturale e piano: ogni anelito è stato sempre filtrato dalla cultura della mia generazione e dalla musica che ne era la più diretta emanazione. 
E ciò non l’ho mai compiutamente digerito! Sono un uomo sfinito dalla schizofrenia di un’esistenza accompagnata da gente che artisticamente amavo e politicamente e ideologicamente invece non digerivo. So perfettamente che non ricucirò lo scollamento, non certo in questa vita e il senso d’impotenza mi sta uccidendo lentamente e poi sono solo, giustamente e lucidamente solo.

mercoledì 2 aprile 2025

Penso spesso che è impossibile commentare ciò che scrivo, mi domando quindi quale senso possa avere farlo in un contesto in cui l’interloquio è fondamentale. 
Qui scrivo solo per me, mi dico e un po’ mento, scrivo per lasciare un segno alle spalle dei miei giorni: non riesco a pensare a dei possibili commenti mentre lo faccio. Vi sono dei moti dell’animo che non hanno alcun senso comune, alcuna giustificazione e che, tuttavia, si palesano senza ritegno. E’ questo il motivo dei miei ritorni e delle mie assenze. Come il ritmo incessante dell’onda sul bagnasciuga. Dei luoghi che ho visitato ho piena la testa e i cuore, il mare avvicina e allontana a seconda dei casi. 
Ti avvolge e ti guarda: non sei tu ad osservarlo ma è lui che ti scruta e non puoi sfuggire al suo giudizio se ha voglia di dartelo. Ho riflettuto a lungo sulla mia vita e sui percorsi compiuti: ad un certo punto ho avuto la sensazione che il tempo si fosse dilatato e, con esso, anche le alternative possibili.

lunedì 31 marzo 2025


Eppure il senso, quel momento in cui, dopo una frase o un periodo, capisci che puoi dire a te stesso – Sì è così, esattamente così- quel momento esiste, per tutti, letterati o meno. Raccontarlo e mostrarlo quel momento è, secondo me, uno dei pochi modi per dirsi vivi e umani. Per farlo devi passare attraverso gli altri, devi aprire le porte e le finestre, devi prendere la tua creatura e offrirla “in pasto” al mondo che la cerca e che spesso non l’ama. Sono i commenti, il loro spirito, le altre vite e i loro inevitabili compromessi, sono gli altri bloggers la vita e la morte assieme di ciò che scriviamo. Non avevo messo nel giusto conto questo aspetto del problema, non avevo riflettuto sul serio sulla componente “sociale” e di condivisione che gli umani usano fra loro; poco alla volta mi sono reso conto che limavo, smussavo, persino non dicevo in certi casi, quando io ero da tutt’altra parte e di tutt’altra idea. Tanto disponibile ad ascoltare e così poco fermo nel farmi ascoltare. L’ideologia amici miei, la bestia che mi aveva divorato negli anni della giovinezza, il contrario dell’assoluto di cui parlavo prima, mi aveva riagguantato… ma dovrei dire ci aveva riagguantato. E nonostante la sintassi e la cultura, al fondo di tutto il senso di morte e solitudine non mi abbandonava mai: il mio blog con annessi e connessi era un magnifico de profundis ai miei anni e alle mie scelte.

sabato 29 marzo 2025

Con tutto quello che ho lasciato negli anni in rete su spazi diversi fra loro potrei vivere di rendita per molto tempo. Perchè no? Copiare e incollare QUI il materiale mio di altri mondi e altri tempi: compiacermene stoltamente e facilmente, dare un ritocchino qua ed uno là, dirmi non male, non male finchè l’eco dei miei passi si perderebbe nello spazio vuoto della mia esistenza. 

giovedì 27 marzo 2025

Iniziò da lì l’incantamento sottile e perpetuo che ha segnato la mia vita, un piccolo segno o una nota piccola, esitante ma già definita 
----UNA LINEA SOTTILISSIMA E TENACE ---
che divide come un bisturi la mia vita: di qua e di là ma anche sotto e sopra. E’ un gioco maledetto perchè non ha un senso compiuto (non adesso) non ha tempi definiti o prevedibili. Scambia le posizioni, inocula il presente nel passato e ne fa cosa nuova. Le scuse, i giudizi, le poesie, le parole, i segni, le lacrime, i sorrisi i miei amici e i miei sogni, le mie terribili irritazioni e la mia quieta malinconia di sempre, la linea attraversa tutto e se ne frega di me è sempre un passo davanti a me. So esattamente dove andrà a colpire, il mio corpo si sta preparando, non bisogna far altro che vivere.

martedì 25 marzo 2025

Il capitare dei gesti non è cosa da poco, accade poi che diventi il tuo gesto, diventi la traccia che non conosci , il passo che non vedi e che lasci quando ti affidi all’ora che ti riporta a casa e chiudi la porta su quel che non sai.

domenica 23 marzo 2025

A MARGINE.


A margine
Sto qui sul confine tra lettura e comprensione
privata.
Non è detto che la visione dal margine sia
meno profonda.
Da dove viene la musica sottile che hai lasciato
sull’uscio della tua scrittura?
L’immagine , la stanza
la tenda,
la vita
non sono lì per caso.
Non traduci
non traduco
i margini son fatti
per sfiorarsi,
gli alfabeti sono andati altrove
qui solo emozioni.

venerdì 21 marzo 2025

Quando scrivo o leggo, le righe sono qualcosa di vivo e reale, sono un’avventura che ti attraversa e infine, come l’amore, le amicizie, i dolori e gli affetti, come ogni cosa ti logora e ti stanca. In realtà la colpa è mia perché vedo e immagino ciò che è scritto come inattaccabile, allo stesso modo in cui sogno e vorrei che fossero certi sentimenti: non toccati dalla miseria della vita che ci segue passo passo anche se, a ben vedere, è proprio tale condizione spesso ad essere il loro nutrimento. 

mercoledì 19 marzo 2025

 Io credo che un rogo è un rogo, una lapidazione è una lapidazione, l’impossibilità di adire a una scuola ad un medico per una ragazza, l’obbligo di vestirsi in un certo modo, di non poter uscire se non accompagnata da uno stretto congiunto, la sottomissione insomma completa alla figura maschile di riferimento, siano questioni che attengono ad un solo ineludibile concetto: la schiavitù!

lunedì 17 marzo 2025

Era il 1968 avevo 16 anni ed ero figlio di emigranti colti del sud, leggevo almeno 5 volte di più dei miei coetanei milanesi e, soprattutto, leggevo in modo diverso. La mia biblioteca era piena di classici italiani, francesi, inglesi, era anche zeppa delle edizioni tradotte di ciò che arrivava da oltre oceano. Nel 1968 io sognavo e vibravo ad occhi aperti e litigavo con un padre autoritario, onestissimo e fascista. Quando 14 anni fa aprii un blog guardavo il fardello dei miei 60 anni trascorsi tra l’infanzia nell’isola, il 68 adolescenziale e durissimo a Milano e la maturità fra le braccia e il cuore del sud; accidenti, mi dicevo senza modestia, è un tesoro inestinguibile. E cominciai a scrivere. Ma un blog così fortemente autoreferenziale non può vivere a lungo, un blog così era l’esatto contrario del mio desiderio profondo di capire e farmi capire perchè io ho sempre scritto, per prima cosa, per me stesso: scrivere per me è sempre stato sfogliare un libro segreto ma personalissimo.

sabato 15 marzo 2025



La scorciatoia muliebre esiste da sempre e sotto qualsiasi regime, non mi dire di no pì favuri, ma se persino Concita Di Gregorio lo ha usato sul primo numero dell’Unità per far “alzare” le vendite. Facciamo così, diciamo che è un vizio antico degli esseri umani il do ut des.

martedì 11 marzo 2025

L’Italia è una lunga penisola proiettata dalle Alpi all’Africa settentrionale, popolata da genti diversissime per storia costumi abitudini e clima; la diversità è riflessa nei secoli da stati e staterelli spesso in lotta tra loro, senza mai un vero anelito diffuso di nazionalità condivisa. 
La cosiddetta lotta per l’unità nazionale è stata sempre appannaggio di una ristretta elite culturale dagli anni delle prime guerre di indipendenza in poi. L’unità sarebbe più corretto chiamarla col suo vero nome: allargamento della struttura statale del Piemonte su tutto il resto del territorio. Non piacque nel 1870, non piace a nessuno nemmeno ora.

domenica 9 marzo 2025

Il mare da un lato la città dall’altro, è presto per nutrire dubbi ma io sono andato troppo lontano per avere il desiderio di tornare. Sei sola adesso tu? 
Nutro un ricordo feroce di te e non ti deve dispiacere, ci sono soli che nascono e muoiono senza memoria, soli che annegano in un vuoto temporale dove non c’è nemmeno una pagina, nemmeno un rigo. Io sono solo e tu forse dormi, tu non sei mai appartenuta a nessuna città ti mancano le parole per dire addio, tra un po’ non apparterrai a nessuna vita a niente che sia stato scritto. Voglio salvarti da questa inedia esistenziale. Forse mi sto innamorando e non lo volevo scrivere. Forse ti amo, sicuramente ti ho amato e questo largo silenzio dell’anima che ti culla stamattina è la prova che nemmeno la consuetudine dell’amore ci fa appartenere. 
Svolto verso la città, cammino lungo la sua storia e sono trasparente, invisibile a coloro che adesso ci abitano; nessuno di essi conosce la mia storia, nessuno ha sentito il giardino dietro il grande cancello, gli stucchi candidi dentro l’oratorio, l’inferriata piena di arabeschi del palazzo dimenticato dall’oggi e rivolto ad un passato inutile sempre più lontano. Qui di me non resterà nulla e la palma incisa nella tenue tappezzeria azzurra del cielo mi incoraggia a chiudere il cerchio. Della vita o del pensiero non ha più importanza, com’è possibile che io adesso sia sereno?

venerdì 7 marzo 2025

Non mi pongo il problema di chi voglia credermi oppure no, la storia scuote da millenni coi suoi marosi la Sicilia e noi senza un perché decifrabile siamo ancora qui in eterna attesa di una nuova legge, un nuovo segno che spiegherà alfine questo lungo e fantastico sonno della ragione. Nostro che di molti altri non c’è materiale.

mercoledì 5 marzo 2025

Credeva di averne di più. A dir la verità non lo aveva mai considerato: il suo tempo nel tempo che viveva giorno dopo giorno.

lunedì 3 marzo 2025

 


Appartengo ad altro

Le mie fibre tessute altrove

Mi esclude da qui il mio resto

antico

Appartengo alle suppellettili

scomparse della casa di mia nonna

A quelle scale di paese

All’odore d’ombra

mentre fuori impazza il sole

Appartengo a un sogno

spezzato

A un ricordo malinconico e feroce

Appartengo allo sguardo complice

di mia madre

alla sintassi che mi insegnò

bambino

Alle rondini d’estate in terrazza

sul profilo del mare

Al silenzio dello scirocco appartengo

Ai suoi mille motivi

Alla sua consapevolezza in ritardo

Appartengo per diventare apolide

oggi

estraneo domani

Appartengo alle note di un pianoforte

in salotto

ai solchi di un disco

in camera mia

Anche tenendo saldi in mano

I fili di un tempo andato

La mia appartenenza

mi ha escluso definitivamente

Non vi appartengo

e non mi basto più.

sabato 1 marzo 2025

Le donne sono una magia che di volta in volta molti di noi sciupano accontentandosi di mediocri spettacoli di prestigio: in verità temiamo il grande incantamento e il senso di perdizione che esso porta con sé. Così stupriamo invece di amare, limitiamo invece di liberare, ci comportiamo da maschi e abbiamo solo femmine mentre dovremmo essere uomini e confrontarci con le donne.

martedì 25 febbraio 2025

Non sopporto i consuntivi: esaminare come e quanto io mi sono consumato non mi piace, però i consuntivi occhieggiano ugualmente ai lati della mia strada, sono io che faccio finta di non vederli. Così invece di prendere atto di una questione palese, la fine della mia avventura nel web, vado a spulciare i percorsi altrui e mi faccio convinto ogni giorno di più che bisogna lasciare in rete un blog come questo che state leggendo o quest'altro non per i miei testi bensì per quelli altrui, per i nomi segnati in questi anni di scambi, per le persone che mi hanno commentato e che io ho commentato, per la vita che ci ha attraversato tutti. 
Vi sono alcuni luoghi che mi affascinano e in genere rappresentano ciò che non c'è più o è andato altrove...lascio perdere i blogger che la morte ha preso con sè! Deve esserci qualcosa di remoto che io non so spiegare a parole in questa parte di vita trascorsa a scrivere sui blog, qualcosa che nasce dalle scritture ma raggiunge spiagge sconosciute, sono ossi di seppia intatti, li prendi in mano e cominciano a raccontare. E' strana ed intrigante la sensazione delle parole lasciate in rete per sempre, perchè lo senti che lo spirito di chi ha scritto si è ormai raccolto altrove, e non serve pensare che i nuovi social abbiano divorato idee e persone senza dare un'alternativa del medesimo valore, devi arrenderti all'evidenza. 
Verrà un tempo diverso e i blog così come i abbiamo conosciuti spariranno per sempre, non ho idea di quello che li sostituirà, non so nemmeno se essi resteranno come totem di un'epoca interlocutoria speciale. So perfettamente che l'idea che ci ha mosso, i desideri e le fantasie che nutrivamo da qualche parte hanno trovato rifugio, può darsi che un giorno ci sentiremo chiamare e capiremo.

domenica 23 febbraio 2025

Sono trascorsi 14 anni, io torno qui, apro spesso i miei blog e me li riguardo pacato o acceso come certi momenti miei, rileggo, confronto e rifletto. C’è un fondo innegabile di malinconia ma essa è ormai un leit-motiv nella mia vita. Però la decisione presa resta per me ancora valida: del mio mondo e delle miei aspirazioni non c’è quasi più nulla nel paese dove vivo adesso ma questo non mi ha mai spinto ad ipotizzare esili più o meno assurdi, sono già sufficientemente alieno a me stesso. 
Queste pagine sono il mio specchio, riflettono un uomo che non si piace più a sufficienza ma non può rinnegare se stesso. Il blog è una parte di me che non riesco più a far crescere come vorrei e che non mi aiuta più nell’interloquire con quelli di voi che stimo di più. Il blog vi dice alcune cose, importanti non lo nego, ma non le dice tutte. Sono un vecchio borghese meridionale aristocratico e demodè quanto basta per restare così: sospeso.

venerdì 21 febbraio 2025


Ti ricordi di me, Pieralvise? 
Io non dimentico quella mattina di maggio quando mi accompagnasti dentro il conservatorio G. Verdi di Milano.  Poi ti sedesti al piano e abbiamo parlato a lungo senza aprir bocca. Eri pieno di luce, il viso rivolto verso l’alto mentre le mani lunghissime e bianche sfioravano la tastiera. Sorridevi e la musica… Dio mio, la musica ci attraversò per sempre, bella come non l’ho mai più udita. Ma una volta può riempire un’intera esistenza. Una volta chiude parentesi che sospirano una fine dignitosa, completa il sogno in un attimo breve. E scompare lasciandoti solo la scia della nostra eternità.

mercoledì 19 febbraio 2025

UN SEGNO

Non è vero che si scrive sempre per qualcuno, per gli altri. Si scrive anche per se stessi, per andare in profondità a cercare la parte più vera, quella fragile, quella difettosa, quella che fa paura. Si scrive per restare in equilibrio sulle righe dei pensieri, per trovare un centro, per cercare risposte, per vedere le contraddizioni. Per ritrovarsi interi dopo un percorso che non finisce mai alla fine del foglio, ma continua tutto nella testa, negli occhi e si adagia sul cuore. Si scrive su carta, in rete, si scrive di giorno e di notte, si scrive in silenzio o nel chiasso più tremendo. Scrivere è un incantesimo, lo è sempre stato.
DALLA RETE, O QUASI

lunedì 17 febbraio 2025

Eppure siamo letteralmente sommersi dalla comunicazione! Le notizie ci girano attorno come nugoli di insetti. C'è una situazione che mi è sempre risultata ostica per non dire incomprensibile: la pregnanza della scrittura. 
Se scrivo che Caio è un deficiente o un ladro o un incapace posso essere indagato per diffamazione oppure dovrei avere le prove che dimostrino quanto affermo, potrei anche passare inosservato! Resta il fatto che io in quel giorno ho scritto nero su bianco che Caio.... 
Le cosiddette "precisazioni", le interpretazioni, i distinguo speciosi, le accuse indignate da parte dello scrivente di non aver saputo cogliere il "reale" significato della frase scritta o di averla avulsa dal contesto in cui era inserita ( questa infine è la scusa più abusata), tutte queste cose si infrangono sulla pregnanza inoppugnabile della scrittura laddove deficiente, ladro, cafone hanno un solo significato che non andrà mai in direzione opposta a quella stabilita dal vocabolario della lingua italiana. Dove voglio andare a parare? Ma è evidente: alla politica e alla blogosfera. 
Si somigliano sapete: corrono avanti e non sanno tornare indietro con dignità, fanno salti mortali e piroette per mascherare vuoti generazionali tremendi in fatto di educazione, civiltà e cultura.

sabato 15 febbraio 2025

Piove ininterrottamente da ieri. Col viso poggiato sui vetri della finestra disegno fiati e gocciole che pian piano scivolano giù. Non ho stagioni preferite in assoluto, piuttosto mi piace il loro alternarsi, il loro correre e trascorrere le une nelle altre. Come la mia vita e le vostre che sento frusciare dietro i separè degli indirizzi informatici. No, non è tristezza, sono solo acquattato sul battito del mio cuore. Attendo una risposta da una vita ma mi giungono solo frasi a metà, difficili da interpretare, più adatte a un malinconico ripiego che ad una scintillante avventura. Piove, meravigliosamente piove, l'acqua detta un ritmo diverso al mio tempo, lascia dentro di me pozze piene di riflessi tremolanti: vi sbircio dentro e l'uomo che sono ritorna bambino con dei contorni imprecisi e molti sogni ancora da afferrare. Prima del grande secco dell'anima.

giovedì 13 febbraio 2025

Io non ho paura di me stesso ma ho rimpianti per quello che ho trascurato e lasciato andare con noncuranza, Mia madre ha 92 anni e non è più lei, mamma adesso è una figura evanescente ma quando era la professoressa di italiano e latino non mi ha mai dato la sensazione di una custode arcigna…discorsiva, seria ma aperta questo era. 
C’è un’eco ed è sempre più forte ma non mi racconta estraneità tra quel che ero e quel che sono, descrive semmai un percorso e un territorio vasto nel quale di certe parti posso conservare solo un ricordo poichè tornarvi non è possibile. La scrittura mi è sempre servita a questo: non dimenticarmi di me nel bene e nel male e così è saltato fuori che sono sempre lo stesso. Dentro sono uguale fuori che importa? Dentro sono alieno e inadeguato al mondo che mi circonda ma fuori è un massacro, la mia armonia è solo qui raccolta in alcune parti della mia sintassi. E’ vero sono un figlio “unico” e questo non mi ha mai aiutato in nulla.

martedì 11 febbraio 2025

Ci sono decine di titoli in libreria che hanno come autori il politico di turno, l’attore, l’attrice, l’anchorman, il giornalista che improvvisamente vengono omologati al rango di scrittori ma ne sono lontanissimi. Un libro se è buono entra, ti obbliga a riflettere. E ti porta via.

domenica 9 febbraio 2025

Sai quanto è facile slittare fra le pieghe della propria vita: ho troppe note in testa e quasi mai una dominante. Vorrei riderne, con te più che con altre, con te per un antica intesa lucida e cristallizzata nel tempo. Sai quanto è facile percorrere il labirinto dei nostri giardini segreti per ritrovarsi poi davanti alla spiaggia che amammo da ragazzi e dire , in silenzio, eccomi, sono pronto.

venerdì 7 febbraio 2025

La Sicilia, dove sono nato per volere fermo di mio padre ignaro solo in parte delle sue tremende responsabilità, la mia terra, è un’ipotesi segnata dal marchio di questa certezza antica: un’isola può sparire, non disegnarsi più all’orizzonte comune. Poco importa da quale volontà nasca questa magnifica tragedia, l’entità acquea, marina, già perfettamente definita da Omero, della civiltà mediterranea, si sorregge sui flutti ed è l’essenza stessa dell’instabile; per me e per tutti coloro che sono rimasti abbastanza a lungo su queste sponde vale l’eterna metafora dei naviganti: su di noi incombe il naufragio. E dirò, finalmente fuori dai denti, che è inutile nascondervi e nascondermi il possente impulso oscuro verso l’estinzione: che splendida e sensuale amante! Rincorsa nei giardini di un’adolescenza solare, posseduta a scatti nella giovinezza inquieta, e amata con tutto me stesso, sì con tutta la forza del mio intelletto, in questo scorcio di inutile maturità. Dirlo è liberarmi di un peso e dell’angoscia di vivere a metà, di respirare a piccoli sorsi: dalla Sicilia non posso sfuggire, non ci riuscirei. E’ un’impossibilità totale cui fa da contrappunto perfetto la volontà di provarci.

mercoledì 5 febbraio 2025

Speciale

 

La notte era speciale

Stanotte mi sei passata accanto.
Trascendi ogni mio controllo, mi dicevo,
posandoti le labbra sui lobi ancora umidi di pioggia.
Portare piano i capelli dietro le orecchie,
far scorrere il tuo fiato sul mio collo,
la violenza di quello che non dici;
tutta la notte ad aspettare
un saluto
a pensare che è tardi ora per pensare
per pensarti
per amarti persino.
Stanotte mi sei passata accanto.
Pioveva. E tu eri lì.

lunedì 3 febbraio 2025

In certi casi ho pensato, prima di mettermi alla tastiera, di provare a fingermi un’altra esistenza e altre dinamiche: chi potrebbe mai sapere veramente di me? La rete è piena di falsi narrativi e intellettuali, di castelli incantati pronti a crollare al primo alito di concretezza vitale. Ma non ci riesco, scrivo della mia mediocrità immaginando l’assoluto: se non potessi farlo più sarei privato di uno dei pochi sfoghi esistenziali che mi sono rimasti.

sabato 1 febbraio 2025

Quando tutto finì io, non so come, ero rimasto vivo a contemplare il paesaggio della mia vita, senza avere stavolta alcuna scusante e alcun intermediario, era così, semplicemente così, una serie di gesti e emozioni intrecciati alle mie stagioni. Avrei potuto invertirne i passi, camuffarne i tratti, sobillare gli assassini prezzolati delle altre vite. Avrei potuto ma il cielo era troppo chiaro ed io troppo serio. Ho qui il mio cerchio chiuso: lo decifrate chiaramente? Mi sono portato appresso la mia gentilezza antica, i miei disegni con le mani e tutte le parole che, senza di me, avrebbero avuto un’altra voce e un altro destino. Vi ho odiato con tutte le mie forze perchè segretamente vi ho amato più della mia stessa vita: adesso che finalmente tutto è finito posso stringervi la mano uno per uno. L’idea antica prevedeva questo ed io non lo avevo capito.

venerdì 31 gennaio 2025

PROLOGO

E' successo circa tre anni fa: dopo un buon numero di convulsioni e decisioni rivedute, corrette, rinnegate, mi è rimasta un'unica idea: fare di tutta la mia produzione in rete un libro. Idea esagerata per molti motivi, il principale è la mediocre qualità degli scritti, il secondario è la mia incapacità di propormi a un editore, l'ultimo il grande senso di inutilità del tutto. La condizione di salute ha messo la parola fine sull'idea iniziale. Tuttavia scrivo da quasi 55 anni, mi è sempre piaciuto farlo ed è il mezzo mio preferito per comunicare col mondo esterno; il Blog si è delineato come l'unica alternativa decente per me, un buon sistema per nutrire il mio narcisismo al crepuscolo.

Così ho deciso di lasciare visibili in rete alcuni blog , vetrine di un'esistenza trascorsa a leggere e a pensare di poter essere considerato uno scrittore ma so bene di non averne le qualità, posso tuttavia considerarmi un meridionale discretamente alfabetizzato, reggo il racconto breve ma non un vero libro o un saggio o addirittura un romanzo, esprimo alcune opinioni e mi isolo ancora di più da un contesto socioculturale in cui non mi riconosco più. Ma la scrittura mi ha liberato, ha dato un senso a molti momenti della mia vita e ad essa sto delegando l'ultimo ricordo di me stesso.

I testi originali si trovano QUI,  OMOLOGAZIONE NON RICHIESTA

Quelli variamenti frammentati e organizzati

QUI  I giorni della luce fragile

QUI  Microblog

QUI   Spigolature

QUI  Il sesto senso

QUI  Tracce

Li considero dei piccoli volumi, zibaldoni variamente colorati, li ho molto amati. Tutto qui.